Vi proponiamo un'articolo preso dal sito: http://www.misna.org ITALIA 15/11/2008 1.00 Chiesa e Missione

COME MISSIONARI/E, siamo profondamente indignati perché persuasi che ogni attentato perpetrato alla dignità della persona si afferma come radicale negazione di un comune progetto di umanità che insieme abbiamo la responsabilità di costruire. La "criminalizzazione" dei migranti e il conseguente tentativo di farne il "capro espiatorio" per una crisi sociale che ha ben altre radici, ci amareggia e ci spinge a dissentire dallo "spirito" che sembra prevalere nella società. 

Ci sembra di riconoscere lo stesso "virus" che ha coinvolto, attraverso il crescente ricorso alla violenza e alla logica della competizione e della manipolazione mediatico-politica, il nostro tessuto sociale, minandone le difese "civili". 

COME CITTADINI, ci preoccupa il rinnegamento dei valori portanti di una Costituzione con la quale ci identifichiamo e che, seppur faticosamente, ha offerto negli anni spunti e prospettive di solidarietà e civile convivenza. 

COME DISCEPOLI DI CRISTO, rimaniamo sconcertati nel constatare come episodi di intolleranza, giustizia sommaria, discriminazione ed esclusione abbiano potuto trovare terreno fertile anche in varie comunità cristiane. 

Questi fatti gettano una luce particolarmente inquietante sul tipo di Vangelo e di "evangelizzazione" che in tutti questi anni la Chiesa, cui apparteniamo e di cui siamo espressione, ha proclamato e testimoniato.

 Da una lettera intitolata "Mai senza l'altro" che la Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Istituti Missionari (CIMI) ha indirizzato in giugno alle comunità missionarie in Italia, relativa al "corrente clima sociale politico culturale in relazione ai migranti"; ci auguriamo venga letto non solo dai missionari e missionarie.

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