La prima adozione a distanza il 27 novembre 1999. Anche tu, adotta un bambino a distanza!

Sete di vita


sete di vita…….

Carissimi,

forse il titolo vi fa pensare ad un’eventuale omelia su Gesù, Uomo-Dio che disseta ogni arsura!
Niente di tutto questo (anche perché non ne sono all’altezza). Questa lettera vuole essere la condivisione di quanto è accaduto in questi giorni e la convinzione che…. “vivo in un altro mondo”….

Giorni fa si sono presentati alla porta del mio ufficio un papà con l’anziana tutrice di sua moglie. In braccio portano due gemelli: un maschietto ed una femminuccia. La mamma è morta quindici giorni fa in seguito alle conseguenze di un parto per niente assistito. I due “pellegrini” spiegano la loro situazione e la l’impossibilità di tenere i gemelli. A casa ci sono ancora quattro bambini piccoli. Essi sanno che le suore si occupano di questi casi e per questo sono venuti. Qui non è il caso. Noi non siamo equipaggiate come un orfanotrofio. Che fare? E’ lì presente Mireille, la signora che funge da intermediaria nei casi di maternità, di ragazze madri, bambini malnutriti. Subito Mireille si dice ben disposta a prendere con sé (come affido) la bimba, poiché ha tre maschietti e da qualche mese ha perso un maschietto. Da rilevare che il marito di Mireille non ha un lavoro stabile e lei si affida alla mia generosità. E l’altro? Pensiamo alla signora Jeanne, direttrice di una scuola elementare. Da anni ella si sottomette a delle cure per avere un altro figlio che desidera con tutto il cuore (ne ha uno solo). Dopo due ore i gemelli sono “accasati”. Il papà e l’anziana “nonna” se ne vanno ed i due piccoli entrano “desiderati” nella loro nuova casa.
Non vi racconto le difficoltà dei giorni seguenti per trovare una momentanea soluzione di compromesso presso il commissariato e la scoperta della verità di quest’affido. (Nella tradizione kroumen la morte di una partoriente è causata dai piccoli nascituri che, bisogna allontanare dalla casa se non si vuole che altre disgrazie continuino a imperversare).

Ciò che mi preme qui esprimervi è quanto la signora Jeanne, due giorni fa, mi ha confidato entusiasta: “ Suor Rosangela, sono felice!" La bimba cresce bene! Tutti in casa: mio marito, mio figlio, la domestica sono preoccupati per la piccola! Ella è al centro di tutti. Stiamo dimenticando noi stessi per questa vita che è entrata nella nostra casa. Costato una realtà:

LA MIA CASA AVEVA SETE DI UNA VITA……

Penso subito agli innumerevoli aborti che si praticano anche qui. Spesso essi sostituiscono i normali anticoncezionali. Quante vite sprecate, quanti gridi soffocati, quanto egoismo e quanta paura della VITA! La riflessione esigerebbe tempo. Il problema non si può ridurre a poche righe.

L’aspetto che vorrei fare notare in questo caso, è che la VITA ha vinto di là dai mezzi, delle sicurezze, delle garanzie economiche-sociali. La vita genera VITA. Il messaggio universale ha attecchito: ogni uomo è giudicato in base al suo amore per il piccolo ed il debole. L’amore, infatti, è premio a se stesso perché è la gioia di una relazione. Il messaggio cristiano si realizza anche qui: ” Quanto fate ad uno dei più piccoli, lo faceste a me!" (Mt 25, 40)

Auguriamo ai due piccoli Berenger e Rosangela una vita piena di affetto, di calore.
A tutti voi un saluto e buone vacanze dai vostri protetti e da quanti beneficiano del vostro “ senso di vita” permettendo loro di crescere in meglio.
Ciao
Suor Rosangela Pellizzari A.di G.B.
San Pedro, 09.07.2010

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